👁️ H2 – La sperimentazione che riaccende la vista
Un innovativo impianto sottoretinico wireless ha consentito a persone cieche nella parte centrale del campo visivo di recuperare la capacità di leggere. Lo rivela lo studio “Vision Restoration with the PRIMA System in Geographic Atrophy Due to AMD”, pubblicato sul New England Journal of Medicine (NEJM), la rivista medica statunitense più autorevole al mondo, edita dalla Massachusetts Medical Society.
La sperimentazione, coordinata dal professor José-Alain Sahel dell’Institut de la Vision di Parigi e dell’Università di Pittsburgh, ha coinvolto 38 pazienti in 17 centri europei (Francia, Germania e Regno Unito). Dopo dodici mesi, l’81% dei partecipanti ha recuperato almeno 10 lettere nella scala standard di acuità visiva.
“Per la prima volta – ha spiegato Sahel – un impianto retinico ha permesso a pazienti che avevano perso la visione centrale di leggere parole e frasi, pur mantenendo intatta la visione periferica”.
⚙️ H2 – Come funziona la protesi PRIMA
Il dispositivo, chiamato PRIMA System, è un microchip di 2×2 millimetri inserito sotto la retina e collegato a occhiali smart che proiettano immagini in infrarosso. Le immagini vengono trasformate in impulsi elettrici diretti alle cellule ancora vitali della retina, ricreando una percezione visiva artificiale.
Gli autori spiegano che il sistema integra una tecnologia ottica e digitale di nuova generazione, in grado di sostituire i fotorecettori distrutti dalla degenerazione maculare. Gli eventi avversi, come aumenti di pressione oculare o distacchi retinici localizzati, sono risultati rari e reversibili.

La partecipante allo studio Sheila Irvine, una paziente di Moorfields, si allena con il dispositivo PRIMA
Credito
Ospedale oculistico di Moorfields
🌍 H2 – Un progetto europeo, pubblicato in America
Il progetto è stato sviluppato dall’azienda Pixium Vision, con sede a Parigi, e finanziato da consorzi di ricerca europei. La pubblicazione sul NEJM ne certifica la rilevanza scientifica a livello internazionale e rappresenta la prima evidenza clinica di recupero funzionale della visione centrale in pazienti con atrofia geografica da degenerazione maculare legata all’età (AMD), una delle principali cause di cecità nel mondo occidentale.
“Il passo successivo – ha aggiunto Sahel – sarà migliorare la risoluzione dell’impianto e testarlo su un numero più ampio di pazienti, per avvicinarci a una visione sempre più naturale”.
🧠 H2 – Verso una nuova era della vista artificiale
L’impianto PRIMA segna un cambio di paradigma nella riabilitazione visiva: non si limita a restituire percezioni luminose, ma ricostruisce forme, lettere e parole. Secondo gli autori, la tecnologia potrebbe integrare in futuro sistemi di intelligenza artificiale per ottimizzare il riconoscimento delle immagini e la mappatura visiva.
Il dispositivo è in corso di valutazione da parte delle agenzie regolatorie europee e statunitensi per l’approvazione clinica.






























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