Scoperta sotto i ghiacci artici che si sciolgono una fabbrica di azoto

Scoperta sotto i ghiacci artici che si sciolgono una fabbrica di azoto

H2 – Lo scioglimento dei ghiacci cambia la chimica del mare

L’Oceano Artico si sta trasformando in uno dei più grandi laboratori naturali del cambiamento climatico. Secondo lo studio guidato da Sinhué Torres-Valdés del National Oceanography Centre (Regno Unito), la perdita del ghiaccio marino favorisce processi microbici che fissano l’azoto atmosferico, arricchendo le acque di nutrienti fondamentali per il fitoplancton.
Pubblicata su Communications Earth & Environment, la ricerca offre una nuova chiave per comprendere come il riscaldamento globale stia alterando il metabolismo degli oceani polari.

“La fissazione d’azoto è attiva anche sotto il ghiaccio – ha spiegato Torres-Valdés – e aumenta con lo scioglimento estivo, fornendo una fonte finora sottovalutata di nutrienti per gli ecosistemi artici”.


🧫 H2 – I microbi che “creano” fertilizzante naturale

Le spedizioni nel Mare di Beaufort e nel bacino centrale artico hanno misurato tassi di fissazione d’azoto compresi tra 0,4 e 5 nanomoli N L⁻¹ al giorno.
I valori più elevati sono stati registrati nella zona di margine del ghiaccio, dove il mare si libera e il fitoplancton fiorisce.
Le analisi genetiche hanno svelato la presenza di microrganismi non fotosintetici (NCD), batteri adattati a freddo e buio, in grado di catturare l’azoto dell’atmosfera e convertirlo in nutrienti utilizzabili dalle alghe marine.

Questa “fertilizzazione invisibile” rappresenta una nuova forma di rigenerazione naturale dell’oceano, con potenziali effetti sulla catena alimentare e sulla capacità del mare di assorbire anidride carbonica.


🌍 H2 – Un nuovo motore della produttività artica

Con l’aumento delle aree stagionali libere dai ghiacci, la fissazione d’azoto artica potrebbe diventare un fattore chiave della produttività primaria.
Gli autori sottolineano che il fenomeno va inserito nei modelli climatici globali, poiché influenza direttamente il ciclo del carbonio e la capacità dell’oceano di funzionare come “serbatoio” di CO₂.
“Il ritiro del ghiaccio – ha aggiunto Torres-Valdés – crea nuove nicchie ecologiche dove i microbi prosperano, rigenerando i cicli naturali dei nutrienti”.


⚖️ H2 – L’Artico come laboratorio del clima

L’Artico non è solo una vittima del riscaldamento globale: è un indicatore e un amplificatore dei suoi effetti.
L’interazione tra ghiaccio, microbi e nutrienti mostra come il cambiamento climatico modifichi non solo la fisica dell’oceano, ma anche la sua biologia.
“Il declino del ghiaccio artico – ha concluso Torres-Valdés – non cambia solo la circolazione marina, ma anche la biogeochimica dell’oceano. È la prova che il clima e la vita sono interconnessi persino sotto la superficie del ghiaccio”.